news 28 settembre 2026 7 min di lettura di Andrea Salardi

Google Spam Update settembre 2026: rischi per il tuo sito

Il Google Spam Update di settembre 2026 è in rollout dal 24 settembre: cosa colpisce davvero e come capire se il tuo sito PMI rischia qualcosa.

Analisi del Google Spam Update di settembre 2026 su schermo con grafici SEO e traffico del sito

Indice

Il Google Spam Update di settembre 2026 è partito il 24 settembre e nei prossimi giorni potresti notare qualche oscillazione nel traffico del tuo sito, in un senso o nell'altro. Nell'ultima settimana ho già ricevuto due messaggi di clienti preoccupati con la stessa domanda: "il mio posizionamento è calato, è colpa di questo aggiornamento?". Nella grande maggioranza dei casi la risposta è no, ma vale la pena capire davvero cosa colpisce questo update, perché per un sito onesto di PMI, che pubblica contenuti reali scritti per le persone e non per ingannare l'algoritmo, resta quasi sempre una non notizia. In questa guida ti spiego cosa cambia, chi rischia qualcosa sul serio e cosa controllare nei prossimi giorni.

Cos'è il Google Spam Update di settembre 2026

Il rollout è cominciato il 24 settembre 2026 e, come comunicato da Google stesso, può richiedere fino a due settimane per completarsi su scala globale e in tutte le lingue, italiano compreso. Non si tratta di un nuovo algoritmo scritto da zero: gli spam update, a differenza dei core update, non cambiano il modo in cui Google valuta la qualità dei contenuti, ma rafforzano l'applicazione di policy anti-spam già esistenti da anni nelle linee guida ufficiali.

In pratica Google passa in rassegna il web con criteri più severi per individuare pratiche che violano regole note da tempo, e penalizza (a volte deindicizza del tutto) i siti che le applicano. Se il tuo sito non rientra in nessuna di queste categorie, l'unico effetto che dovresti aspettarti è nessuno, o al massimo una piccola oscillazione temporanea mentre l'indice si riassesta.

Le pratiche colpite: scaled content abuse e site reputation abuse

Le policy applicate con questo update non sono nuove, ma è utile conoscerle una per una perché due in particolare riguardano da vicino chi gestisce siti locali o e-commerce.

  • Scaled content abuse: riguarda grandi quantità di pagine quasi identiche, create per intercettare varianti di ricerca, tipico esempio è lo stesso testo template ripetuto per ogni città o provincia cambiando solo il nome del luogo. La policy non vieta di usare l'intelligenza artificiale per scrivere, vieta di pubblicare contenuti in massa senza alcun valore editoriale reale, indipendentemente dal fatto che li abbia scritti una persona o uno strumento automatico. Se stai lavorando sulla tua presenza locale, questo è un punto da tenere a mente anche quando fai SEO locale: meglio poche pagine di zona scritte bene che dieci varianti copiate e incollate.
  • Site reputation abuse: colpisce le sezioni di terze parti ospitate su un dominio autorevole ma estranee al suo argomento principale, per esempio una directory di coupon, casinò o prestiti agganciata a un sito che si occupa di tutt'altro solo per sfruttarne l'autorità agli occhi di Google.
  • Altre pratiche storiche: expired domain abuse (riattivare un vecchio dominio solo per sfruttarne l'autorità con contenuti estranei), doorway abuse (pagine create solo per intercettare traffico e reindirizzarlo altrove), back button hijacking (script che impediscono all'utente di tornare indietro nel browser) e recensioni false o incentivate senza dichiararlo.

Nessuna di queste pratiche riguarda chi scrive contenuti originali, anche con l'aiuto dell'intelligenza artificiale come strumento di supporto, purché il risultato finale sia verificato, corretto e utile a chi legge.

Il tuo sito rischia qualcosa? Come fare una diagnosi in 10 minuti

Prima di allarmarti, fai questa verifica rapida:

Controllo Cosa guardare Sei a rischio se...
Contenuti duplicati Pagine città/prodotto con testo quasi identico Hai decine di pagine copiate cambiando solo un nome
Sezioni esterne sul dominio Cartelle o sottodomini con argomenti scollegati dal sito principale Ospiti contenuti di terzi non pertinenti per un compenso
Domini riattivati Un dominio comprato di recente ma con storico diverso Hai acquistato un vecchio dominio per "ereditarne" l'autorità
Recensioni Origine e trasparenza delle recensioni pubblicate Incentivi recensioni positive senza dichiararlo

Se non ti riconosci in nessuna di queste righe, il tuo sito non è nel mirino di questo aggiornamento specifico. Se invece registri comunque un calo di traffico in questi giorni, prima di dare la colpa allo spam update controlla le cause più comuni e frequenti che affronto in dettaglio nella guida su perché un sito non si trova su Google: tag noindex dimenticati, robots.txt che blocca sezioni per errore, Core Web Vitals in rosso. Nella mia esperienza sono queste le cause reali dietro il 90% dei cali di traffico che i clienti mi segnalano, molto più spesso di un aggiornamento anti-spam.

Cosa fare se il traffico cala in questi giorni

Se noti un calo proprio in questi giorni di rollout, la sequenza corretta è questa:

  1. Apri Google Search Console e controlla il grafico di clic e impressioni: un calo improvviso e ampio racconta una storia diversa da un calo graduale distribuito su settimane.
  2. Verifica la sezione "Azioni manuali": se compare qualcosa, è una penalizzazione diretta, non un effetto collaterale dell'update.
  3. Rivedi onestamente i contenuti del sito con gli occhi di chi legge per la prima volta: ci sono pagine doppione, pagine sottili con poco testo, sezioni scritte solo per posizionarsi senza rispondere a un bisogno reale?
  4. Aspetta il completamento del rollout (fino a due settimane) prima di trarre conclusioni definitive: molte oscillazioni si riassestano da sole quando l'aggiornamento si stabilizza.

Se dopo il rollout il calo resta e non trovi cause tecniche evidenti, vale la pena farsi affiancare da chi segue ogni giorno questi aggiornamenti: un servizio di consulenza SEO serio parte sempre da un'analisi dei log e dei dati di Search Console prima di proporre qualsiasi intervento, non da un elenco generico di "buone pratiche".

Perché il 2026 è l'anno con più aggiornamenti anti-spam di sempre

Questo è il quarto spam update confermato del 2026, dopo quelli di marzo, giugno e agosto: il 2026 è già l'anno con più aggiornamenti anti-spam dal 2021, il periodo in cui Google introdusse le prime policy moderne contro lo spam. Il motivo è abbastanza intuitivo: la produzione di contenuti automatizzati su larga scala è diventata talmente accessibile che Google ha dovuto rafforzare i controlli più volte nello stesso anno, invece di affidarsi a un singolo aggiornamento annuale.

Per chi gestisce un sito aziendale onesto, questa frequenza non è una minaccia in più, è piuttosto una conferma che la strada giusta resta quella di sempre: contenuti scritti per rispondere a una domanda reale, con esperienza diretta e dati verificabili, non per riempire l'indice di Google con varianti dello stesso testo. Ne avevo già parlato quando ho scritto delle AI Overviews e del calo di traffico organico: la direzione di Google in questi mesi è sempre la stessa, premiare chi scrive contenuti verificabili e penalizzare chi produce volume senza valore.

Domande frequenti

Il Google Spam Update di settembre 2026 colpisce anche i siti piccoli?

Sì, colpisce qualsiasi sito indipendentemente dalle dimensioni, ma solo se applica le pratiche vietate (contenuti duplicati su scala, sezioni di terze parti non pertinenti, domini riciclati). Un sito piccolo e onesto non ha nulla da temere.

Quanto dura il rollout dell'aggiornamento?

Google ha dichiarato un rollout di massimo due settimane dal 24 settembre 2026, su scala globale e in tutte le lingue. Durante questo periodo sono normali oscillazioni temporanee nelle posizioni.

Come faccio a sapere se ho subito una penalizzazione da questo update?

Controlla la sezione "Azioni manuali" in Google Search Console: se è vuota, qualsiasi calo di traffico ha probabilmente un'altra causa, tecnica o legata ai contenuti, non una penalizzazione diretta.

I contenuti scritti con l'intelligenza artificiale sono penalizzati da questo aggiornamento?

No, la policy non vieta l'uso dell'AI come strumento di scrittura. Colpisce la pubblicazione in massa di pagine senza valore editoriale, a prescindere da chi o cosa le abbia scritte.

Devo modificare qualcosa sul mio sito adesso, in via preventiva?

Se non hai contenuti duplicati su larga scala, sezioni di terze parti estranee o domini riciclati, non serve alcuna modifica preventiva. Meglio investire il tempo in contenuti nuovi di qualità che in interventi difensivi non necessari.

Se dopo il rollout registri un calo che non riesci a spiegarti con le cause tecniche più comuni, o vuoi semplicemente una diagnosi professionale prima di intervenire alla cieca, contattami: analizzo i dati di Search Console del tuo sito e ti dico con chiarezza se il problema è legato a questo aggiornamento o a qualcos'altro.

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