guide 24 ottobre 2026 8 min di lettura di Andrea Salardi

Come scegliere un web designer: guida per la tua PMI

Come scegliere un web designer: 7 domande, segnali d'allarme e criteri per valutare preventivi e portfolio senza sbagliare.

Imprenditore e web designer confrontano il progetto di un sito, un esempio di come scegliere un web designer

Indice

Come scegliere un web designer è una delle decisioni che pesano di più sul futuro online della tua attività, eppure la maggior parte degli imprenditori la prende guardando solo il preventivo. Faccio questo lavoro dal 2009 e ho visto molti clienti arrivare da me dopo un sito consegnato in ritardo, impossibile da aggiornare o semplicemente invisibile su Google. In quasi tutti i casi il problema non era tecnico: era una scelta fatta senza le domande giuste. Qui ti spiego quali sono, cosa controllare prima di firmare e quali segnali devono farti rallentare.

Freelance, agenzia o piattaforma: le tre strade

Prima di valutare una persona, devi capire che tipo di fornitore ti serve. Le strade sono tre e hanno costi e rischi diversi.

Il freelance lavora da solo o con una piccola rete di collaboratori. Il vantaggio è il rapporto diretto: parli con chi progetta e sviluppa, senza passaggi intermedi. Lo svantaggio è la dipendenza da una sola persona, quindi conta molto la sua continuità nel tempo e la chiarezza su come lascia i materiali.

L'agenzia offre più competenze nello stesso team, dal design alla pubblicità. Funziona bene per progetti ampi, ma spesso il referente commerciale non è chi realizza il sito, e i costi di struttura si riflettono sul preventivo.

Le piattaforme fai da te costano poco all'inizio e vanno bene per un'attività appena nata che deve solo esserci. Diventano un limite quando servono posizionamento, integrazioni o un e-commerce che cresce.

Non esiste la scelta migliore in assoluto: esiste quella adatta al tuo obiettivo. Per una PMI con budget medio e bisogno di risultati misurabili, un professionista singolo o un piccolo studio strutturato è spesso il compromesso più efficace.

Sette domande da fare prima di firmare

Queste sono le domande che consiglio di fare a qualsiasi web designer, me compreso. Le risposte dicono molto più del portfolio.

  1. Chi lavorerà davvero al mio sito? Voglio sapere se la persona che mi presenta il progetto è la stessa che lo realizza.
  2. Di chi sarà il sito a fine lavoro? Dominio, hosting e file devono essere intestati a te, con le credenziali consegnate.
  3. Come gestisci SEO e velocità? Un sito bello ma lento o senza struttura per Google è un biglietto da visita chiuso in un cassetto.
  4. Cosa è incluso nel prezzo e cosa no? Testi, foto, traduzioni, modifiche dopo la consegna e formazione vanno messi per iscritto.
  5. Quali sono i tempi e le fasi? Un calendario con consegne intermedie protegge entrambi.
  6. Cosa succede dopo la pubblicazione? Aggiornamenti, backup e sicurezza hanno un costo continuativo, e va dichiarato subito.
  7. Posso parlare con un cliente precedente? Chi lavora bene non ha problemi a darti un riferimento.

Se una di queste domande ti viene liquidata con una risposta vaga, è già un'informazione utile.

Portfolio e referenze: cosa guardare davvero

Un portfolio mostra lo stile, non il risultato. Per valutarlo con criterio, apri due o tre dei siti presentati dal tuo cellulare e guarda tre cose: quanto ci mette a caricare, se il menu è chiaro e se il sito compare cercando il nome dell'attività con una parola chiave di settore.

Poi chiedi un caso simile al tuo. Un ristorante, uno studio medico e un negozio online hanno esigenze molto diverse. Se vuoi vedere come imposto un progetto di settore, leggi il mio caso di un sito web per ristoranti, dove spiego scelte e priorità.

Diffida di chi mostra solo mockup grafici e nessun sito online, e di chi non sa dirti quali risultati hanno ottenuto i clienti. Non servono numeri miracolosi: bastano dati onesti, come l'aumento delle richieste di contatto dopo sei mesi.

Preventivo: come leggerlo e quando diffidare

Il preventivo è lo strumento più importante per confrontare i fornitori, ma solo se è comparabile. Chiedi a tutti la stessa cosa: numero di pagine, funzioni richieste, tecnologia usata, cosa è escluso. Così scopri che due offerte da 1.200 e da 4.000 euro spesso non vendono lo stesso prodotto.

I prezzi variano molto in base al progetto. Per orientarti, ho raccolto le fasce reali in quanto costa un sito web, con esempi per una PMI. Come regola, un prezzo molto sotto la media segnala quasi sempre un template senza personalizzazione, tagli sulla SEO o costi nascosti che emergono dopo.

Attenzione anche ai contratti con canoni annuali che ti legano al fornitore senza darti la proprietà. Prima di firmare, chiedi cosa succede se un giorno vuoi cambiare.

Checklist per confrontare tre preventivi

Quando hai in mano più offerte, il rischio è scegliere guardando solo la cifra finale. Io consiglio di costruire una tabella semplice, con una riga per ogni fornitore, e di compilarla con le stesse sei voci.

Imprenditore e web designer che confrontano un preventivo sito web con una checklist
  1. Perimetro del lavoro: pagine, funzioni, lingue, integrazioni. Se manca un elemento che ti serve, segnalo prima di firmare.
  2. Tecnologia e proprietà: su quale piattaforma viene costruito il sito e a nome di chi sono dominio, hosting e codice.
  3. SEO di base inclusa: titoli, struttura delle pagine, velocità, dati strutturati. Se vuoi spingerti oltre, guarda come funziona il servizio SEO e quanto incide sul budget leggendo quanto costa la SEO.
  4. Tempi e milestone: date di consegna intermedie, non solo la data finale.
  5. Costi ricorrenti: hosting, manutenzione, licenze di plugin e assistenza. Un sito da 2.000 euro con 600 euro l'anno di canoni costa più di uno da 2.600 con canoni dichiarati e ridotti.
  6. Garanzia e assistenza dopo il rilascio: per quanto tempo correggono errori senza costi aggiuntivi e con quali tempi di risposta.

Assegna un voto da 1 a 5 a ogni voce e somma. Non deve decidere la tabella al posto tuo, ma ti obbliga a ragionare su ciò che stai comprando. Se il sito deve anche portarti clienti nella tua zona, verifica che il fornitore sappia impostare la scheda dell'attività: io l'ho spiegato nella guida a Google Business Profile.

Tecnologia: WordPress o sviluppo su misura

Un buon web designer non ti impone la sua tecnologia preferita: ti spiega perché una soluzione è adatta al tuo caso. Per un sito vetrina o un blog, WordPress è spesso la scelta più sensata. Per progetti con logiche particolari, integrazioni con gestionali o prestazioni spinte, lo sviluppo su misura può ripagare. Ne parlo in dettaglio in WordPress o sito custom.

Chiedi anche chi si occuperà degli aggiornamenti. Un sito WordPress lasciato senza cure diventa un rischio, come spiego in manutenzione WordPress. Se vuoi capire come lavoro io su questi progetti, trovi tutto nella pagina dedicata ai servizi di sviluppo siti web.

I segnali d'allarme da non ignorare

Ci sono comportamenti che, nella mia esperienza, anticipano i problemi:

  • Promette il primo posto su Google in poche settimane. Nessuno può garantirlo.
  • Non vuole farti parlare con chi realizzerà il sito.
  • Rimanda il discorso su proprietà di dominio e file.
  • Non chiede nulla sulla tua attività, i tuoi clienti e i tuoi obiettivi, e passa subito al prezzo.
  • Non spiega cosa succede dopo la consegna.

Se ne vedi due o più, fermati e confronta altre offerte. Un sito che poi non si trova in rete è un costo doppio, perché oltre al lavoro pagato perdi mesi di visibilità: ho analizzato le cause più comuni in sito non si trova su Google.

Domande frequenti

Meglio un web designer freelance o un'agenzia?

Dipende dal progetto. Il freelance garantisce un rapporto diretto e costi più contenuti, l'agenzia offre più competenze nello stesso team. Per una PMI con un sito da 5 a 20 pagine, un professionista singolo o un piccolo studio strutturato è spesso la scelta più equilibrata tra qualità, controllo e prezzo.

Quanto tempo serve per realizzare un sito aziendale?

Per un sito vetrina di una PMI servono in genere da quattro a otto settimane, a seconda delle pagine e della rapidità con cui fornisci testi e immagini. Un e-commerce richiede più tempo. Un calendario con fasi e consegne intermedie, definito prima di iniziare, evita ritardi e incomprensioni.

Il sito resta di mia proprietà dopo la consegna?

Deve restare tuo, e va scritto nel contratto. Dominio, hosting e file devono essere intestati alla tua attività, con le credenziali consegnate a fine lavoro. Diffida di chi tiene tutto a suo nome o vincola la gestione a canoni senza darti la possibilità di cambiare fornitore.

Come capisco se un preventivo è onesto?

Confrontalo con altri due preventivi basati sulla stessa lista di richieste. Un preventivo onesto elenca pagine, funzioni, tecnologia, cosa è escluso e cosa succede dopo la consegna. Se è molto più basso degli altri o troppo generico, probabilmente mancano voci che pagherai in seguito.

Devo preparare io testi e foto?

Dipende da cosa è incluso. Spesso il web designer imposta la struttura e tu fornisci contenuti e immagini, oppure si concorda un servizio extra di scrittura e fotografia. Chiariscilo nel preventivo: i contenuti sono la causa più frequente di ritardi, quindi conviene decidere subito chi se ne occupa.

Se stai valutando un nuovo sito e vuoi un confronto onesto su cosa ti serve davvero, scrivimi: ti dico anche quando non conviene spendere.

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